Sigarette contraffatte, 495 milioni sottratti all’erario

L’analisi svolta da KPMG e pubblicata da Philip Morris International, prende in considerazione tutti i fattori legati al mondo della contraffazione delle sigarette e delle cosiddette “Illicit Whites”


Nel 2019 in Italia sono state consumate 2,6 miliardi di sigarette contraffatte equivalente al 3,9% del consumo totale nazionale.
Per l’erario, questa percentuale fa rilevare mancate entrate per quasi mezzo miliardo di euro. Tra le regioni principali consumatrici del prodotto illecito figurano Campania e Friuli Venezia Giulia.


Il dato è però confortante se paragonato a quello del 2018 dove il mercato delle sigarette contraffatte ha provocato per lo Stato un mancato gettito pari a 700 milioni di euro. Inoltre l’incidenza del consumo dei prodotti contraffatti è di gran lunga inferiore alla media Europea del 7,6% che, al contrario, vede il trend in aumento.


Le parole di Marco Hannappel (Philip Morris)


“I dati KPMG – ha commentato Marco Hannappel, Presidente e Amministratore Delegato di Philip Morris Italia mostrano un quadro in miglioramento per l’Italia nel 2019: un risultato importante, che premia l’approccio sinergico tra gli attori del mondo pubblico e quelli del mondo privato, e che impone un ringraziamento alle forze dell’ordine per lo sforzo e l’impegno profusi a tutela dei consumatori, delle entrate pubbliche e del mercato.

Dobbiamo continuare a rimanere concentrati nella lotta al fenomeno attraverso sforzi collettivi: da una parte tenendo conto di alcune tendenze preoccupanti che persistono, come il problema delle illicit whites e l’aumento delle sigarette contraffatte; dall’altra mantenendo alta l’attenzione anche sui nuovi prodotti senza combustione, dove già si registrano casi di contrabbando. Continueremo a collaborare con tutti gli attori interessati per rimanere vigili sulle nuove dinamiche del mercato illecito”.


Le “Illicit Whites”


Per Illicit Whites, si intendono sigarette prodotte legalmente nel paese d’origine, ma che non avrebbero le autorizzazioni per essere vendute in altri paesi.
In Italia questo particolare tipo di prodotto ha visto invece un aumento della propria quota di mercato raggiungendo il 35% dell’illecito e rimane, insieme al contrabbando dei prodotti senza combustione (sigarette elettroniche), uno dei dei principali problemi del settore.


C’è una sostanziale difficoltà a risalire ai paesi di provenienza delle Illicit Whites: il rapporto stima però che il traffico principale possa originare da Ucraina e Slovenia (il che spiegherebbe l’alta percentuale di consumo illecito in Friuli Venezia Giulia). Sembrano inoltre in crescita i dati sulla produzione clandestina all’interno dei confini dell’ Unione Europea.


Statistiche UE



Il volume della contraffazione UE è aumentato nel 2019, continuando la tendenza osservata dal 2016


– Il consumo di sigarette contraffatte è stato il più elevato nel Regno Unito (2,07 miliardi) ed in Grecia (1,51 miliardi)

– Nel Regno Unito e in Francia è stato misurato il maggiore aumento su base annua del consumo di prodotti contraffatti (1,20 miliardi di sigarette ovvero +137%) e (0,38 miliardi di sigarette ovvero +82%)

– Nel Regno Unito, in Grecia e in Francia, le sigarette contraffatte erano prevalentemente varianti nazionali.


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