Registrare un marchio: il pattern di colori

di Antonio Squillante


I principi stabiliti per la valutazione del carattere distintivo dei marchi tridimensionali costituiti dalla forma del prodotto si applicano anche ai marchi bidimensionali che consistono nell’aspetto del prodotto stesso.


La sentenza


Con una sentenza del 3 dicembre del 2019 T-658/18 il Tribunale UE ha confermato, rigettando il ricorso, le decisioni pronunciate  dall’esaminatore prima e dalla Commissione di Appello dell’EUIPO poi, dichiarando nullo il marchio dell’Unione Europea figurativo raffigurante un motivo a scacchiera di diverse tonalità di blu, grigio e bianco.


L’EUIPO prima, e il Tribunale UE poi, hanno determinato la nullità del marchio  della società Hästens Sängar AB nelle classi 20, 24, 25, e 35 della Classificazione di Nizza alla luce dell’art 7 lett. b del regolamento 1001/2017 ritenendo che tale elemento figurativo fosse del tutto privo di capacità distintiva.


Secondo il Tribunale il marchio in questione è costituito da un semplice motivo a scacchiera con una struttura a trama destinata ad essere applicata sulla superficie dei prodotti rivendicati.  Poichè tale motivo è uno dei più elementari utilizzati come elemento decorativo difficilmente, ritiene il Tribunale,  sarà percepito dal consumatore come un vero e proprio segno distintivo indicante l’origine dei prodotti cui è apposto.


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Requisiti di validità  


Per poter essere concretamente oggetto di tutela, un marchio deve presentare una serie di requisiti di validità, in quanto la loro insussistenza implica nullità del segno distintivo.


In primo luogo, il marchio deve essere dotato di capacità distintiva, ossia deve poter identificare, agli occhi del pubblico, una species di prodotto o servizio, nell’ambito di un genus dato dalla pluralità di prodotti o servizi presenti sul mercato.


Louis Vuitton Malletier


Nel caso di specie, il Tribunale ha confermato un orientamento già in precedenza espresso (da ultimo in occasione della declaratoria di nullità del marchio costituito dal motivo a “scacchiera” di Louis Vuitton Malletier T-359/12 e T36/12), la percezione del consumatore medio non è necessariamente la stessa nel caso di un marchio tridimensionale, costituito dall’aspetto del prodotto stesso, e nel caso di un marchio denominativo o figurativo, rappresentato da un segno indipendente dall’aspetto dei prodotti che contraddistingue.


Peraltro, e sempre in linea con la giurisprudenza prevalente del Tribunale, tanto più la forma che si desidera registrare assomiglia alla forma generalmente nota dei prodotti in questione, maggiore sarà il rischio che tale forma sia priva di carattere distintivo.


Ne consegue, che un marchio costituito da un comune motivo applicato ai tessuti, sarà percepito dal pubblico di riferimento come ornamento piuttosto che come indicatore della origine imprenditoriale dei prodotti.


La difficoltà nel registrare un marchio a motivo ripetuto


Da qui si comprende che le figure meramente elementari non possono generalmente accedere alla privativa concessa dalla disciplina dei marchi; la forma deve essere, per così dire, “capricciosa”, inusuale ed originale perché possa essere concessa l’esclusiva data dal diritto del marchio, gli elementi devono essere individualizzanti, rilevanti e facilmente identificabili rispetto allo stato dell’estetica  perché l’impressione d’insieme possa essere unica nel suo genere.


Da aprile 2019 ad aprile 2020 sono state presentate ventotto domande di registrazione di “pattern trademark” ma ne sono state concesse, ad oggi,
solamente 6.


La registrazione di un marchio a motivo ripetuto è sicuramente una delle più controverse e complesse nel panorama dei segni distintivi e pertanto risulta spesso necessario l’intervento degli esperti di settore che possano guidare i titolari del marchio ad una valida ed inopponibile registrazione.


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