La definizione del perimetro di riproduzione libera di un’opera d’arte

L’inapplicabilità dell’art. 70 l.d.a. nel caso di riproduzione integrale (seppur in scala) di opere d’arte


Avv. Vincenzo Iaia

Corte Suprema di Cassazione, Sez. I, n. 4038/2021,
pubblicata l’8 febbraio 2022


Con l’ordinanza n. 4038/2021, la Corte di Cassazione ha tracciato più chiaramente il perimetro entro il quale può aversi utilizzazione libera di un’opera dell’ingegno, ai sensi dell’art. 70, comma 1, l.d.a.


Il caso


Nel caso di specie, la Fondazione M.S. Multistudio (precedentemente Fondazione Mario Schifano), costituita in occasione della scomparsa dell’omonimo e celebre pittore avvenuta nel 1988, ha pubblicato nel 2008, congiuntamente all’Università degli studi di Genova, un’opera in sei volumi denominata “Studio metodologico” avente ad oggetto la catalogazione informatica dei dati relativi alle 24.000 opere dell’artista presenti nell’archivio della Fondazione stessa. Tuttavia, gli eredi di Mario Schifano, unitamente all’Archivio Mario Schifano, hanno citato in giudizio i realizzatori dell’opera letteraria per violazione dei diritti morali (anche se nel caso de quo viene più che altro in rilievo il diritto patrimoniale di riproduzione, di cui all’art. 13 l.d.a.) d’autore sulle opere dell’artista.


Sintesi dei giudizi di merito


Entrambi i Giudici di merito hanno rigettato la domanda attorea ritenendo applicabile il regime di libera utilizzazione previsto all’art. 70, l.d.a., dal momento che, ad avviso dei medesimi, l’opera letteraria si ridurrebbe ad uno studio di catalogazione informatica, non avente la finalità di consentire la fruizione artistica della riproduzione delle opere, attuata con scatti fotografici di piccole dimensioni inidonei a competere con lo sfruttamento economico delle medesime. La finalità di studio e di ricerca sarebbe altresì corroborata dalla partecipazione al progetto dell’Università degli studi di Genova. Peraltro, ad avviso della Corte d’appello, non sarebbe configurabile una violazione dell’art. 70 l.d.a. in quanto essa sussisterebbe soltanto nel caso di riproduzione della produzione complessiva di un’artista e non anche di una sua parte, seppure consistente.


L’iter logico-argomentativo di legittimità


La Corte di Cassazione ha invece escluso che la riproduzione integrale, quand’anche su scala, di 24.000 opere potesse qualificarsi come utilizzazione libera di un’opera dell’ingegno, ai sensi dell’art. 70, comma 1, l.d.a. Invero, la norma non lascia adito a dubbi interpretativi circa l’ammissibilità soltanto di riproduzioni parziali di opere autoriali. Ne consegue che lo spazio di riproduzione tollerabile è circoscritto ai dettagli di un’opera e non invece alla sua integrità. Si è quindi censurata la tesi della Corte d’appello meneghina secondo cui sarebbe vietata soltanto la riproduzione dell’intero patrimonio culturale realizzato da un’artista, attesa la natura eccezionale dell’art. 70, l.d.a., a cui deve applicarsi un’interpretazione restrittiva in quanto in deroga alla regola generale che attribuisce all’autore il diritto di utilizzare economicamente l’opera. Parimenti meritevole di contestazione è la tesi secondo cui la riproduzione di piccole dimensioni di un’opera dell’ingegno sarebbe incompatibile con la fruizione artistica della medesima, ricavandone così l’inidoneità a collidere con il diritto esclusivo dell’autore di moltiplicare la propria opera, ex art. 13 l.d.a. La Suprema Corte ha invece ritenuto che la riproduzione in scala di opere dell’ingegno sia anch’essa idonea a porsi in concorrenza con i diritti di sfruttamento che competono al titolare.


Il principio di diritto


Alla luce delle superiori considerazioni, si è affermato il seguente principio di diritto: “La riproduzione di opere d’arte, allorché sia integrale e non limitata a particolari delle opere medesime non costituisce alcuna delle ipotesi di utilizzazione libera; per godere del regime delle libere utilizzazioni, inoltre, detta riproduzione deve essere strumentale agli scopi di critica e discussione, oltre che al fine meramente illustrativo correlato ad attività di insegnamento e di ricerca scientifica dell’utilizzatore e non deve porsi in concorrenza con l’utilizzazione economica dell’opera che compete al titolare del diritto: diritto che ricomprende non solo quello di operare la riproduzione di copie fisicamente identiche all’originale, ma qualunque altro tipo di replicazione dell’opera che sia in grado d’inserirsi nel mercato della riproduzione, e quindi anche la riproduzione fotografica in scala”.


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