Marchi di posizione – Il caso Levi’s e la sua “ala di gabbiano”

di Antonio Squillante


Un segno invariabilmente adottato nello stesso punto su un numero imprecisato di modelli diversi del medesimo prodotto può essere percepito dal consumatore, anche più avveduto e smaliziato, come marchio.


Appellante: una società italiana
Tribunale: Corte d’Appello di Roma


Le “ali di gabbiano” cucite sulla tasca posteriore dei jeans Levi’s sono un marchio registrato da Levi Strauss & Co a livello UE, questa volta azionato contro una società che offriva un jeans riproducente l’iconico motivo proprio nelle tasche posteriori.


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La sentenza della Corte d’Appello di Roma ha confermato la decisione del Tribunale di primo grado riconoscendo che l’attività della società appellante integra illecito di contraffazione e atto di concorrenza sleale.
Nel rigettare gli argomenti del concorrente italiano la Corte d’Appello precisa quelli che diventano i parametri per valutare la distintività dei “marchi di posizione”, categoria di marchi non tradizionali sempre più sfruttata nel settore della moda:un segno presente sempre nella stessa forma e sempre nello stesso punto su un numero imprecisato di modelli diversi del medesimo prodotto può essere percepito dal consumatore soltanto come segno distintivo, come marchio”.


La Corte respinge quindi gli argomenti dell’appellante il quale sosteneva, tra le altre cose, che la iconica “ala di gabbiano” avrebbe una funzione meramente decorativa, e precisa che le differenze presenti tra i due segni, impuntura singola anziché doppia come nel caso di Levi’s, non sono per il consumatore medio di facile ed immediata percezione.


Sentenza del  5 giugno 2020 (n. 2641) a conferma della decisione di primo grado

Marchio di posizione LEvis

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